“FALESIA:STUDIO”
Gres refrattario e polvere di ferro del porto di Ancona monocottura e ossidazioni, 1000 gradi
Il Conero, per Marta Palmieri, è luogo d’affezione. La Falesia di cui si compone la affascina e cattura da sempre. Con le sue stratificazioni. E le sue sedimentazioni. Segni lasciati dal tempo e nel tempo. Sinonimo di un lavorio paziente, portato avanti da una Natura lasciata libera di esprimersi e di essere parimenti una scrupolosa esteta.
Marta Palmieri
Classe ’73. Dalle Marche verso il mondo. Un’Artista ormai presente _con le sue Sculture di Terra_ in rinomati Spazi espositivi. In Italia, Europa, Asia e Stati Uniti. Con Lei, l’Argilla levita. Matura con il giusto tempo. E si fa forma. Sinuosa e accogliente. La sua pelle, con rigore, si tende. È sottile. E suona. Su di essa, Partiture musicali mai note prima affiorano. Da gesti liturgici e rigoroso controllo. Di temperature e aspetto. Con Lei, la Terra tocca umidità e ferro. Dallo stato di durezza cuoio fino a cottura, tutto cambia muta. Si lava, si erode, si ossida. E, poi, si blocca. Per liberare tracce del tempo. E concretizzazioni ferrose scelte, in origine, con esatta cura. Nella Opera sua, pura ed estetica, trovano dimora reminiscenze ancestrali. E, pure, un integrale rispetto per la Materia nuda. Lavorata finemente. E da mani, le Sue, tanto sapienti.
(il ritratto di Marta Palmieri è a cura di Annatildestudio)