Germogli del Possibile

Un gesto collettivo per immaginare una città
acquista le opere

I Germogli

Ad Ancona.
Una Collettiva d’arte che è un invito:
a guardare la città oltre la sua superficie, a tornare a sentirla — abitandola con stupore, curiosità e speranza.

Artiste e artisti ne toccano il visibile, sentono il suo margine possibile.

Un gesto corale tra Arte, Natura e Comunità.
Per prendersi cura di ciò che naturalmente fiorisce.

Una mostra che unisce linguaggi e sensibilità, dove l’arte diventa seme, sguardo e radice.
Un pensiero che germoglia nella città.

La finalità del progetto è quella di lasciare un segno concreto sulla terra di Ancona, trasformando le opere in mostra in nuovi alberi per la città. Il ricavato derivante dalla vendita delle stesse opere sarà destinato all’acquisto di essenze vive, radici che torneranno alla città in forma di respiro e rinnovamento.

Francesca Bianchelli “ēkhṓ”_2025

“ēkhṓ”

Stampa cianotipica su carta cotone Rosaspina, ristampe di foto di famiglia su carta cotone Hahnemühle.

Il mio progetto ēkhṓ è una riflessione sulla memoria familiare, sulla capacità di aprirsi al cambiamento, mantenendo uno sguardo e un attaccamento alle proprie origini.

Francesca Bianchelli

Racconta per immagini spazi, persone, gesti del quotidiano.
A vent'anni ha trascorso molto tempo viaggiando e Londra è stata la sua casa per anni.
Lì ha iniziato a muovere i primi passi nella fotografia.
'Cerco di catturare la magia e la complessità del mondo, incoraggiando gli altri a riscoprire la gioia e la bellezza che spesso passano inosservate'.
Tra i suoi progetti Cinema Italia è una raccolta di istanti, è un viaggio frammentato e senza tempo e la cara dimora dei nonni che è diventata un'espansione della sua arte.

Lavora professionalmente come fotografa, utilizzando strumenti analogici e digitali.
Rodrigo Blanco
“L'oro dei putti”_2025

“L'oro dei putti”

Dittico: olio e grafite su tela

L’oro dei putti
Risplendono all'aria, i putti innati della storia, come colonne di tempio.
Volti di tutti i volti.
E la luce granulare, scivolando sulle posture, dipana circoli di albe e tramonti.
Qui, davanti al mare aperto.
Tra Corinto e Venezia.

Rodrigo Blanco

Nato a Latina nel 1975, vive e lavora ad Ancona.
Pittore, la sua ricerca si muove tra paesaggi dilatati, illusioni metafisiche e tensioni luminose, dove la pittura diventa spazio di attesa e di epica interiore.
Le sue opere suggeriscono la presenza umana come misura di una realtà più profonda, che pulsa sotto la superficie visibile.

Negli ultimi anni ha esposto in importanti spazi e rassegne, tra cui il Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivara, il Macro Asilo di Roma, la Galleria Weber&Weber di Torino e il Centro Studi Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado.
Hanno scritto di lui, tra gli altri: Milena Becci, Marino Capretti, Olga Gambari, Fabio Vito Lacertosa e Antonio Luccarini.
Francesco Colonnelli
“Anchona”_2025

“Anchona”

Ferro cotto, gesso e oro in foglia

La parola “anchona” deriva dal latino e a sua volta deriva dal greco “εἰκών” (eikṓn), che significa “immagine” o “ritratto”, per estensione usata come cornice. In italiano, “anchona” è un termine piuttosto raro e letterario, che può riferirsi a un quadro, un’immagine sacra o una pala d’altare. L’etimo della parola crea così un gioco tra i diversi significati: ancona=immagine= cornice e Ancona=città.
L’orecchio d’oro chiama a un ‘ascolto sublime’ del Genius Loci dorico, che con la sua ancona-cornice, resta sospeso al di là del tempo e dello spazio.

Francesco Colonnelli

Artista eclettico, pittore, scultore, fotografo, performer e videomaker, intreccia linguaggi visivi e performativi in un dialogo continuo tra materia, gesto e immagine.

La sua ricerca attraversa pittura, installazione e video, indagando il tema dell’ascolto e del silenzio come soglia creativa.
Le sue opere mettono in relazione corpo, spazio e immaginazione, dove l’ironia e la leggerezza si uniscono alla riflessione interiore.
È citato nel volume Il Novecento/3. Le ultime ricerche della pittura in Italia (Electa, 1994).
Allegra Corbo_Satiri e Sileni

“SATIRI e SILENI”

Acrilici, China d’oro, Pastelli, Cut out, su carta

SATIRI e SILENI
dalla fontana del calamo, dagli strati sotterranei e da me
sono arrivate queste poche immagini
i flauti le fonti
uno aspira uno soffia
impàri la lunghezza delle canne o il numero delle fonti
onde sonore vortici dell’acqua ascolto
acqua antica che viene dal conero
e un mosaico romano geometrico
ipnotico traslazione riflessione simmetria
regge la maschera dell’artista
è tatuata con un satiro o un sileno
sono io in ancona
si genera l’ecologia da rebus che sussurra il suo germoglio l’ecologia è l’interazione tra un essere vivente e il suo ambiente il rebus si manifesta tra i disegni
dove le figure si compongono e mi scrivono una storia
sono i sassi del guado
dove appoggio i piedi per attraversare
se mi credete possiamo piantare un albero

Allegra Corbo

Visual artist e performer.

Crea narrazioni con figure archetipe e grottesche, dove fiaba, simboli e parole si intrecciano in rebus poetici che ribaltano la logica interpretativa.
Vissuta nella scena underground italiana ed europea, lavora con pittura e collage, installazioni site-specific, sculture di fuoco, murales e arazzi.

Ha collaborato con Societas Raffaello Sanzio e con il circo cyberpunk Mutoid Waste Co., esperienze che hanno nutrito la sua ricerca tra arte e vita.
Dal 1996 espone in Italia e all’estero, e negli ultimi anni intreccia la pratica artistica a progetti sociali e comunitari, conducendo workshop e laboratori per studenti, artigiani e bambini.
Vive e lavora ad Ancona.
Nicola Farina
“Libro d’ore - esercizi spirituali”_2025

“Libro d’ore - 
esercizi spirituali”

Terra cruda, nero di vite, polline d’api su carta artigianale

LIBRO D’ORE – ESERCIZI SPIRITUALI
Ciclo pittorico il cui nome deriva dalla lenta e metodica procedura realizzativa e dalle particolari materie utilizzate e composte: carte fatte a mano secondo procedure della tradizione antica,“dipinte” con polline, argilla cruda e pigmenti organici o minerali.
Il collage che ne compone la struttura visiva attraverso patterns geometrici sovrapposti, è il risultato di una meditata ricerca di relazioni fra le parti, singoli universi definiti dalla materia feconda del puro polline d’api e la materia antropologica e povera della terra inerte.
La grafite, i neri d’avorio, di vite, d’ossa, qualielementi primari del segno grafico da cui origina l’atto espressivo, contaminando la terra in diverse proporzioni quantitative, determinano la dialettica e la metrica luce - ombra. L’esito è sempre il frutto di una concentrazione del pensiero che cerca accordi interiori come nel sussurro silenzioso di una preghiera.

Nicola Farina

Artista e docente di Arti Figurative presso il Liceo Artistico di Ancona, porta avanti una ricerca che intreccia pittura, materia e spiritualità, in costante dialogo con il tempo e la memoria.

Le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra cui Venezia, Berlino, Londra, New York, Sanremo e Cagliari.
Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra cui il Museo Statale Tattile Omero di Ancona e il patrimonio artistico del Vaticano.
Roberto Giacomucci “Monumentola”_2025  “Pinostella”_2025  “Aliceriaco”_2025

“Monumentola”
“Pinostella”
“Aliceriaco”

Tecnica mista

Ritrovare il capitale invisibile
Le mie opere nascono dal desiderio di rendere visibile ciò che non si vede più: il capitale sociale, la trama dei legami che un tempo univa persone e luoghi.
Viviamo immersi in una realtà dominata dagli schermi, distratti dalla parte “hardware” del mondo — la città reale, l’architettura, i corpi, gli sguardi.
Così, le città stanno morendo: svuotate di relazioni, di presenza, di cura.
I miei germogli vogliono reagire a questo distacco. Sono segni di rinascita, radici che cercano di riconnettere ciò che si è spezzato. Attraverso forme semplici e vitali, cerco di mostrare l’invisibile — quel tessuto umano fatto di fiducia, attenzione, prossimità.
Germogli del possibile è un invito a tornare a vedere, a rallentare, a coltivare il mondo che ci circonda.
Un atto di speranza in un tempo che ha bisogno di nuove relazioni per poter fiorire di nuovo.

Roberto Giacomucci

Architetto e designer di Ancona. Da anni insegna presso le Università di Architettura e Design di Ascoli Piceno e San Marino, promuovendo una visione del progetto in cui rigore, sensibilità artistica e cultura del fare si intrecciano.

Ha collaborato con numerose aziende italiane e internazionali come designer e art director, oltre che con maestri artigiani per la realizzazione di edizioni limitate di mobili e lampade presentate in gallerie come Rossana Orlandi e Fragile (Milano), Mint e Matter of Stuff (Londra). Tra i progetti espositivi alla Triennale di Milano: Il Piccolo Designer (2012) e House of Birds (2017).

Parallelamente porta avanti una ricerca artistica sul rapporto tra natura, materia e forma, esposta in musei e gallerie italiane e internazionali.

Più volte selezionato dall’ADI Design Index, ha ricevuto il Compasso d’Oro (2025), due Menzioni d’Onore (2014, 2024), il Good Design Award e l’iF Award.

“Altro-v’è”

Stampa plotter su carta e reti da pesca del porto di Ancona

Germogli del possibile che vengono da lontano perchè lontana e remota è la possibilità di fiorire, e nel lontano e remoto la necessità di ricercare l'unica speranza, l'unica possibilità.
Per molti abitanti della città dorica, per sua indole poco avvezza a tutto ciò che riguarda la cultura, il luogo sconosciuto, poco esplorato, e quindi da far fiorire con urgenza risiede nello straniero. Da qui la scelta di proporre una installazione con degli scatti fotografici realizzati al porto con pescatori africani.
In una città e una nazione che hanno ormai fallito tutte le lotte e tutti i debolissimi e retorici tentativi nel far ri-fiorire una cultura vilipesa e stremata dai continui tagli e soprusi "nostrani", e che pertanto hanno dimostrato e posto in essere un totale disinteresse per essa se non un fastidio, l'unica azione che può fare l'arte è quella di lanciare un allarme e di tentare di individuare soluzioni che non guardino al passato o a quegli "attori" che hanno generato questo oblio. Uno sguardo verso il nuovo ma non riferito alla superficiale novità tecnologica che è in grado di saziare solo necessità e bisogni temporanei, quanto alla novità nel modo di pensare, di vedere il mondo.
Lo straniero.
Un punto di vista troppo spesso non esplorato per pregiudizio e timore di cambiare

Marco Montenovi

Diplomato al Liceo Artistico E. Mannucci di Ancona e all’Accademia Nazionale delle Arti Cinematografiche di Bologna, si specializza in direzione della fotografia. Firma la fotografia di film e documentari, tra cui Ritratto di mio padre di Maria Sole Tognazzi, presentato al Festival del Cinema di Roma e vincitore del Nastro d’Argento 2012, collaborando con maestri come Bertolucci, Monicelli, Scola, Avati e Lizzani.

La sua ricerca artistica si muove tra videoarte, installazione, scultura e fotografia, con mostre in Italia, Croazia, Inghilterra e Olanda. Dal 2006 ha insegnato fotografia, ripresa e montaggio presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti e Design Poliarte di Ancona.
Giulia Mugianesi
“Il patto di sale”_2025

“Il patto di sale”

Olio, bitume, sale, grafite e acqua del porto di Ancona su tela

Per Germogli del possibile ho realizzato un’opera che riflette sulla città di Ancona come un luogo di incontro tra mondi lontani, soggetto a continue contaminazioni.
Un organismo che registra traccia di ogni passaggio e cerca di resiste al passare del tempo. Una città che può germogliare tenendo fede al patto di sale che ha stretto con sé stessa: è destinata a lasciarsi attraversare, rimanendo fedele alla sua natura, ma mai rimarrà uguale a se stessa.

Giulia Mugianesi

Laureata in Psicologia all’Università di Urbino, fa della pittura un linguaggio di conoscenza e introspezione, in cui il pensiero si fa corpo e la materia diventa psiche. La sua ricerca indaga la complessità dell’identità e dell’esperienza, rendendo visibile la trama del reale vissuto.

Le superfici pittoriche non rappresentano, ma accadono: organismi vivi in cui le figure emergono e si dissolvono tra luce e materia.
Il colore, denso e poroso, diventa pelle sensibile, spazio di contatto e resistenza.

Ha esposto in numerose mostre personali e collettive, tra cui il Premio Marche – Biennale d’Arte Contemporanea(Forte Malatesta, Ascoli Piceno), la Rocca di Umbertide – Centro per l’Arte Contemporanea e Solea.art&More di Trecastelli.
Vive e lavora a Camerata Picena (AN).
Marta Palmieri
“FALESIA:STUDIO”_2025

“FALESIA:STUDIO”

Gres refrattario e polvere di ferro del porto di Ancona monocottura e ossidazioni, 1000 gradi

Il Conero, per Marta Palmieri, è luogo d’affezione. La Falesia di cui si compone la affascina e cattura da sempre. Con le sue stratificazioni. E le sue sedimentazioni. Segni lasciati dal tempo e nel tempo. Sinonimo di un lavorio paziente, portato avanti da una Natura lasciata libera di esprimersi e di essere parimenti una scrupolosa esteta.

Marta Palmieri

Classe ’73. Dalle Marche verso il mondo. Un’Artista ormai presente _con le sue Sculture di Terra_ in rinomati Spazi espositivi. In Italia, Europa, Asia e Stati Uniti. Con Lei, l’Argilla levita. Matura con il giusto tempo. E si fa forma. Sinuosa e accogliente. La sua pelle, con rigore, si tende. È sottile. E suona. Su di essa, Partiture musicali mai note prima affiorano. Da gesti liturgici e rigoroso controllo. Di temperature e aspetto. Con Lei, la Terra tocca umidità e ferro. Dallo stato di durezza cuoio fino a cottura, tutto cambia muta. Si lava, si erode, si ossida. E, poi, si blocca. Per liberare tracce del tempo. E concretizzazioni ferrose scelte, in origine, con esatta cura. Nella Opera sua, pura ed estetica, trovano dimora reminiscenze ancestrali. E, pure, un integrale rispetto per la Materia nuda. Lavorata finemente. E da mani, le Sue, tanto sapienti.

(il ritratto di Marta Palmieri è a cura di Annatildestudio)
Paola Tassetti Extrasolari

“EXTRASOLARI"
"EXFANZIA"

Tecnica mista / 70x100 su carta arches acrilico e pittura al quarzo

Nel germogliare ci vedo una disponibilità ad ascoltare e sentire l'altro, un insieme di voci che risuonano all'unico canto che ci accomuna tutti e cioè "essere umani". Le Anatomie Vegetali in questo senso parlano di un "TUTT'UNICO", una mezcla biologica di uomo, piante, animali.
Un germoglio possibile è uno spiraglio e lo intravedo tra più discipline: l'anatomia, la psicologia, la sociologia, la letteratura, la botanica, la filosofia, l'astronomia e in ultimo la metafisica.
Un nuovo umanesimo, mondo fondato su nuovi principi che sono: ascolto, condivisione, contaminazione. UMANI SI DIVENTA

Paola Tassetti

Studia arte, si laurea in Architettura e si specializza nella ricerca sul paesaggio italiano. Prosegue la sua formazione a Kyoto, presso lo studio Tomohiro Hata, e a Londra, allo Uncommon Studio Creative, esperienze che ampliano la sua visione tra Oriente e Occidente.

La sua pratica multidisciplinare attraversa i confini tra biologia, botanica, anatomia, archeologia e architettura, indagando il legame profondo tra corpo e paesaggio. Il suo linguaggio visivo si esprime attraverso disegni, diari, installazioni site-specific, pitture surreali, collage digitali, arte materica, serigrafia e performance, dove il corpo diventa luogo di scambio tra interiorità e realtà.

La relazione tra interno ed esterno è il fulcro della sua poetica, che si nutre della complessità degli stati emotivi e dell’energia vitale dei luoghi che attraversa.

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